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Tutte cavolate !
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Tutte cavolate !

13/Apr/2017 in Ceramica

Il sapore del cavolo verza ( Brassica oleracea sabauda) non è tra i miei preferiti ma mi attirano la sua forma tonda ed elegante e le sue belle foglie grinzose dal verde cupo delle più esterne al pallidissimo giallo verde delle più interne. Così, un giorno d’inverno l’ho comprato e messo in frigo. Passa un giorno, passa l’altro ma di cuocerlo non è mai il momento. Poi, nel tragitto tra il frigo e la pattumiera, scatta l’idea. Me lo porto in laboratorio e comincio a staccare le foglie esterne ormai ingiallite. E da lì comincio a fare tutta una serie di … cavolate! Prima idea del cavolo: stendo col mattarello una bella sfoglia di morbida argilla da tornio; vi sovrappongo la mia bollosa foglia ingiallita e ripasso...

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Tavola di S.Giuseppe: la più sontuosa opera di misericordia
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Prima, tra le opere di misericordia corporale, compare : dar da mangiare agli affamati e , storicamente, così è sorta la tavola di S.Giuseppe.  Nel circondario idruntino (Minervino, Palmariggi,Uggiano la Chiesa, Casamassella, Cocumola, Giurdignano, Poggiardo) ed in altre località del Salento questa prescrizione assume forme di un’eleganza e sensibilità squisite.  Non si dà solo da mangiare a chi soffre per penuria di cibo, ma lo si onora con tutto il rispetto e la generosità di un’ospitalità antica e sentita. Tradizione sembra medioevale, quando il signorotto locale offriva , in questa festività. un pranzo alla popolazione del suo contado. In seguito vennero privilegiati i poveri. A Giurdignano la tradizione è attestata dalla meta del ‘600. In tempi molto recenti, nel Salento attuale, dove la povertà è meno evidente...

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Befana 2017 con il sacco pieno…di neve!
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E son quattro giorni che neve e sole si alternano nelle strade, sulle spiagge, nei giardini. La Befana ci ha fatto un bello scherzo ma un bel gioco dura poco! Ora sta esagerando. L’ultima nevicata a Mancaversa 16 anni fa, nel dicembre 2001: il tempo per fare le foto ( almeno così mi raccontano: io non c’ero). La precedente vent’anni prima : nel gennaio del 1980. Marisa che è nata da un bel po’ dice di non aver mai visto né sentito di una così madornale nevicata. Ci proteggono la serra alle spalle e il mare davanti: solitamente le nuvole passano velocemente (ed infatti dopo un po’ di pioggia per S.Martino erano due mesi che non si vedeva neanche una goccia!). Altro che grande Sud! Il tipo...

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Bruciato un anno, eccone un altro
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Sarà meglio il mondo nel 2017?  Spes, ultima dea … ma proprio ultima! Con irriverente ironia gallipolina anche quest’anno i ragazzi di tutti i quartieri della ” Città bella” hanno cercato di buttarla in ridere ( con tanto lavoro e tanta maestria).  Pupazzi, piccoli pupi, monumentali fantocci ( come quello del lungomare e quello di via Agrigento) che ironizzano sulla vecchiaia e sul tempo che passa, tutti in attesa del grande rogo  che li attende, puntuale, la notte di S.Silvestro.   Si riconoscono le mani dei ragazzi,  dei cartapestai esperti, dei bambini alle prime armi.  In tutti il desiderio di onorare una bella tradizione che unisce la città nella preparazione dei grandi e piccoli pupi e nella grande festa dell’ultima notte dell’anno. I ragazzi della piazza della...

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Le campanelle tintinnano : è Natale
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Qualche segnaposto, un centrotavola e poi, quest’anno, le campanelle mi hanno preso la mano. Riordinando , ho scovato un piccolissimo bicchiere da liquore di inizio ‘900. Fatta una pallina di argilla, l’ho spinta dentro con il pollice : ed ecco un calice di narciso. E di qui in poi è stato come mangiare ciliegie : una tira l’altra! Piccolissime campanelle per l’albero ( ho usato un’infiorescenza di agave) che, dopo la prima cottura si sono rivelate ancora più divertenti. Ogni parte: il calice, la corolla, la base , l’ ho smaltata a pennello, negli accostamenti più vari. Il risultato , dopo il secondo fuoco, è stato sorprendente.  Ho aggiunto poi i pistilli fatti di sonaglini e montato il tutto con spago verde per simulare lo stelo di...

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Intorno ad una melagrana
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Se un giorno un visitatore ( proveniente da una lontana galassia) mi chiedesse che cosa portare con sé per mostrare al suo ritorno la splendente bellezza, la stupefacente ingegnosità e la complessità della natura di questa sperduta Terra, gli offrirei una melagrana. Di melograni e melagrane ho parlato in un articolo dell’autunno 2011. Questo invece lo dedico alle suggestioni che questo frutto bellissimo suscita ( anche ceramistiche!). Alla prima pioggia d’autunno la melagrana si spacca e lascia cadere i suoi semi rossi come rubini, come il sangue, come il vino, sulla terra umida e spesso, nella primavera successiva, da essi nasceranno nuove vite, nuove piantine che daranno frutto a loro tempo e i semi cadranno nella terra e… Intorno a questo piccolo albero ed ai suoi frutti...

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Polpo in tutte le salse (ceramistiche)
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Il polpo, ceramisticamente parlando, lo si può servire in numerose versioni. Crudo, plasmato in morbida argilla si presta ad essere modellato a piacere disponendone i tentacoli in pose suggestive con attenzione però agli spessori ed ai ritiri particolarmente insidiosi in una composizione che prevede un corpo massiccio e delle appendici filiformi. Continuando a scherzare col paragone culinario il nostro pseudo polpo, una volta ben asciutto, lo si può cuocere al “mattone”. Regolato il forno a 960°, il giorno dopo si potrà effettivamente ritirare un estroso mattone di terracotta a forma di polpo. Non più tenero, ma bello biscottato, lo si può ora cucinare in varie salse : tuffato nella maiolica ( poi aerografato o dipinto) oppure  dipinto prima e poi rivestito da una soffice coltre di cristallina...

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Merendella : il profumo di un frutto antico
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Nessuna pesca ha il profumo della merendella. Una ciotola colma di frutti riesce a profumare un’intera stanza.   La merendella non è bella con il suo colore prima verdino e poi giallino,  non è grossa: ha le dimensioni  di una grossa susina,  la sua polpa non si stacca dal nocciolo, non è serbevole e si ammacca con grande facilità ma …è estremamente profumata e saporita. E’ tipica di questo territorio : in Salento la si coltiva per il consumo domestico : non è commercializzata date le sue caratteristiche così poco adatte alla grande distribuzione. Il merendello  lo si ottiene da seme e, se trova il terreno  di suo gradimento, cresce rapidamente.  Ha, a fine marzo – inizio aprile, una splendida fioritura rosa , nel più classico stile...

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Ceci continue de ne pas être un poisson : divagazioni surrealiste
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Amo Magritte, fin dall’adolescenza. La sue opere sono un rivitalizzante massaggio al cervello. Una pipa è una pipa, un pesce è un pesce. Una tela e dei colori non sono una pipa. Del legno, della terracotta, delle conchiglie, un po’ di colla non sono un pesce e continuerà ad essere così. Magritte lo ribadisce con l’inchiostro di China su carta del 1952 che intitola ” La trahison des images” come la famosa pipa del 1929 : ” La fameuse pipe … Me l’a-t-on assez reprochée!  Et pourtant… Pouvez-vous la bourrer (=caricare) , ma pipe?  Non n’est-ce pas, elle n’est qu’une représentation.  Donc, si j’avais écrit sous mon tableau: ” ceci est une pipe” j’aurais menti.” Lapalissiano.  ” Monsieur de la Palice est mort, est mort devant Pavie. Un...

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Ta Lòja tu ànemu ovvero le parole del vento
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Xòma atsè krusàfi / Pu kanonì ton ìjo / Pu ajèrni apànu si tàlassa / Ce o ànemo grìko / Itravutà amèsa sòn levìto. Tèla na Kùsi to ànemo/ Xòra atsùnna, tui ène ‘mèra!/ Olo to kòsmo e’na kùsi ta lòja/ Ta lòja a’tti kardìa-ma/ Agàpi ja mà/ Agàpi ja  òlu. Tìxu àspru ce rùxa màvra/ Axero miristikò/ Litària kamèna/ a’tto kàma tu kalocèri./ … Acàtu so n’aspro fèngo/ O ascìo ‘tu Kampanàri… (Terra dorata/ Che guardi il sole/ Che s’alza sul mare/ E il vento greco / Canta tra l’uliveto. Vieni ad ascoltare il vento/ Paese sveglia, questo è il giorno!/ Tutto il mondo deve sentire le parole/ Le parole del nostro cuore/ Amore per noi / Amore per tutti. Muri bianchi e vestiti neri/ Fieno...

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E’ qui il Risorto!
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La cultura salentina trova, nella ritualizzazione del sacro, una delle sue espressioni privilegiate.  Attinge, con entusiasmo, sia alla tradizione orientale che occidentale purchè essa si esprima in forme ricche, opulente e di  grande suggestione. Dopo la corale partecipazione ai presepi viventi ( vedi, se vuoi, articolo relativo), le fòcare devozionali che scaldano l’inverno, la Caremma  (articolo), i riti quaresimali, la “lunga” settimana santa (articolo) , i “sepolcri” splendidamente addobbati si giunge alla Pasqua. Allora, nelle chiese, troneggia il Risorto. Altrove solo il più sobrio e canonicamente prescritto cero pasquale si innalza per esprimere la luce della Resurrezione. Qui, in posizione evidente si pone una statua ( in genere di cartapesta) raffigurante appunto  il Risorto. E’ rappresentato come un giovane ben proporzionato ed in genere slanciato, vestito di...

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Gran fuoco : la poesia di un sottopentola
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Perché non considerare un mezzo pane di refrattario , dal colore tanto intenso, dalla resistenza senza paragoni, la base ideale per dei sottopentola? E perché  non considerare i sottopentola la base ideale per piccoli paesaggi? E quindi via! Quest’umile utensile porterà in tavola ogni giorno ochette in piccoli stagni al chiaro di luna, barche in girotondo intorno al sole, pesci che si rincorrono, farfalle sui fiori, soggetti natalizi, decori geometrici : una poesia di linee per un oggetto quotidiano così adatto ad accogliere le più varie suggestioni. La tecnica: una sfoglia piuttosto spessa pareggiata a mattarello, una forma semplice ( ne ho fatte di più elaborate e mi si sono miseramente rotte in cottura), un decoro seguendo la fantasia del momento. Ulteriore lavorazione: qualche incisione, anche passante...

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