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Lo splendore di una sola notte : Epiphillum oxipetalum

Pubblicato il 28/Lug/2018 in Flora salentina, Miscellanea, Salento magico

Una mia amica e vicina un paio di anni fa mi regalò una piccola foglia di una non meglio identificata cactacea. A me sembrò più o meno una “lingua di suocera” di qualche varietà a me  sconosciuta. Mai avrei immaginato che una lingua di suocera potesse essere così lunga! Arrivata a casa ho infilato la talea nella conca del limone perché ornasse  un po’, col tempo, la base dell’albero.
Per un paio di anni non ha dato segni di morte né di vita : campicchiava. Poi ha cominciato una crescita prodigiosa : in pochi mesi si è arrampicata sul limone con virulenti getti verticali che si sono molto ramificati e lo hanno superato in altezza.
Ho cominciato a dubitare della sua natura di “normale” lingua di suocera. Poi i cladodii, un paio di mesi fa, hanno iniziato a sviluppare sui margini piccole gemme tondeggianti che sono andate ingrossandosi sempre più: decisamente boccioli. Non la finivano mai di crescere e poi di ingrossarsi e poi da penduli fare inversione a U e diventare uncinati ed eretti.

Infine la notte magica : mentre chiudevo la porta che dà sul patio mi sono resa conto che i boccioli fino allora turgidi palloncini chiusi iniziavano a schiudersi. Ho chiamato Marisa ed abbiamo assistito allo spettacolo: nel giro di poche ore, con il calare della notte, i fiori si sono aperti. Una ventina di fiori bianchi, grandissimi, che rivaleggiavano con la Luna con il loro luminescente biancore. Una volta totalmente aperti hanno iniziato ad emanare un leggero, soave profumo.
Proprio lì a fianco anche un pancratium maritimum si è unito al coro col suo bianco abbagliante e il profumo stordente in quella notte di Luna piena.
Il mattino dopo era tutto finito: piccoli , penduli fiori afflosciati sono man mano caduti lasciando di sé solo il ricordo.
La regina di una sola notte non è certo salentina. Viene, come i fichi d’india, le yucche, le agavi ,dal Nuovo Mondo.
Nel mio patio però pare abbia trovato le condizioni ideali: l’ombra di un limone, il sole solo per qualche ora, una grande luminosità. la grondante umidità del vento di scirocco e la temperatura che qui, raramente, anche in inverno, scende sotto +10°.